Switzerland’s Crypto Valley funding rose 37% in 2025 as TON led deals

TON ha deformato la mappa svizzera

Il denaro c’è, ma è concentrato

Il nuovo dato su Crypto Valley è utile perché separa il rumore dalla sostanza. Il polo svizzero ha raccolto 728 milioni di dollari in 31 deal nel 2025, in aumento del 37% rispetto all’anno precedente, ma il vero punto non è la crescita in sé. È la concentrazione estrema. Un singolo round da 400 milioni di dollari legato a TON ha sostenuto gran parte del totale. Questo ci dice dove il capitale di rischio è ancora disposto a muoversi: non verso qualsiasi protocollo, ma verso poche narrazioni sufficientemente grandi da assorbire assegni istituzionali.

Per gli investitori, il segnale è più importante del numero. Il funding crypto si sta ancora riprendendo in modo irregolare, e la forza di Crypto Valley mostra come giurisdizione, reputazione e infrastruttura regolatoria possano attirare capitale anche quando il mercato resta selettivo. La Svizzera ha costruito per anni la propria immagine come ecosistema per operatori seri, e i dati del 2025 indicano che quella proposta continua a funzionare. Ma la composizione dei round suggerisce anche un mercato che sceglie pochi vincitori in anticipo, invece di finanziare una seconda ondata diffusa di infrastrutture.

Cosa dicono davvero i numeri del 2025

Secondo i dati annuali alla base del report, TON ha rappresentato 400 milioni di dollari del totale raccolto nella regione. Tra gli altri round rilevanti figurano Sygnum Bank con 58 milioni, M0 con 40 milioni, Impossible Cloud Network con 34 milioni e CratD2C con 30 milioni. Il quadro globale è altrettanto importante: il venture funding blockchain è salito di circa il 30% a 15,5 miliardi di dollari in 986 deal nell’ultimo anno. In altre parole, Crypto Valley non ha performato nel vuoto; ha battuto un mercato già in miglioramento, ma lo ha fatto con una struttura molto più concentrata.

Questo schema non è nuovo, ma oggi è più visibile. Crypto Valley ha costruito negli anni un brand forte come cluster di imprese blockchain, banche, studi legali e competenze tecniche. I report precedenti mostravano già una crescita del numero di aziende e una quota significativa del funding europeo. Il dato 2025 suggerisce che l’ecosistema non è più soltanto una sede prestigiosa: è un luogo dove i round strategici di grandi dimensioni riescono ancora a chiudersi. La domanda vera è se questo segnali resilienza o soltanto una maggiore capacità di catturare operazioni eccezionali.

TON è la storia, ma non tutta la storia

La tentazione è leggere il round TON come prova che il mercato stia riscoprendo l’infrastruttura altcoin su larga scala. Sarebbe una lettura troppo comoda. In realtà, un singolo round grande può migliorare artificialmente il profilo di funding di una regione senza dimostrare che il settore abbia ritrovato profondità. L’interpretazione più onesta è che il capitale è diventato più discriminante. È disposto a finanziare ecosistemi che promettono distribuzione, accesso agli utenti o un ponte verso comportamenti digitali di massa. TON si colloca proprio su quel confine per il legame con Telegram e la sua base utenti.

Questo cambia anche il modo in cui leggere i dati svizzeri. Non si è trattato di un flusso indiscriminato di denaro venture verso decine di progetti. È stato un anno in cui pochi nomi hanno portato il peso del totale. Questo può essere positivo se quei round finanziano infrastrutture durevoli, realtà regolamentate o piattaforme con traiettorie di adozione concrete. È molto meno positivo se il mercato sta confondendo forza narrativa e durata economica. Il settore blockchain ha già visto questo errore, e tende a emergere tardi.

Cosa significa per gli investitori

La conclusione pratica è che Crypto Valley resta interessante, ma non perché il capitale sia abbondante. Lo è perché il territorio continua a offrire credibilità legale, densità di talenti e familiarità istituzionale, elementi che contano quando il venture diventa selettivo. Ma sarebbe un errore trasformare un round simbolico in una tesi generale sull’intero mercato. Un anno di funding dominato da un singolo deal non equivale a un ciclo sano e diversificato. È un segnale che il mercato sta ancora separando il segnale dal rumore.

Da monitorare nei prossimi mesi: se il deal flow del 2026 si allargherà oltre pochi round flagship, se i progetti svizzeri riusciranno a ottenere follow-on financing e se l’afflusso di capitale verso TON si tradurrà in utilizzo reale del prodotto, non solo in sostegno alle valutazioni. Se questi segnali mancheranno, la forza attuale sembrerà meno una riapertura strutturale e più una concentrazione temporanea di entusiasmo.

Focus: La vera notizia non è che la Svizzera abbia attirato più capitale; è che il capitale continua a preferire poche narrazioni credibili a una ripresa davvero ampia del settore blockchain.

Mauricio Pompilii Marquez, Macro & Commodities Analyst, The Chain Journal

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